




















Ultimamente non è che dorma molto bene.
C'è come qualcosa nell'aria che mi rende irrequieta.
Parlando con una ragazza dice di sentire la stessa cosa,
e dice anche una cosa che mi colpisce.
Il concetto più o meno è questo:
sarà che a NYC gira così tanta gente,
tanta diversità , chi va chi viene, troppe cose da vedere, da fare,
da dire, da pensare che in alcuni giorni, quando si è più sensibili,
ci si sente elettrizzati.
E sì è proprio così, poi sarà che sono due giorni che mi faccio overdose di opening
e di gente che dopo un pò c'è bisogno di stare in un angolo e
fare come i piccioni quando restano immobili con la testa sotto l'ala.
L'altro giorno sono stata alla mostra di Donna, lei è un'artista che lavora con il riciclaggio,
la mostra è a Chelsea, nel basement dell'ISE, una scuola d'arte.
Facciamo dei giri e poi prendiamo la subway linea F, mai presa.
E' bellissima, si vede tutta Brooklyn da una prospettiva meravigliosa
e insieme pensiamo la stessa cosa io e Donna e cioè che siamo fortunate di essre qui a NYC in questo momento della notra vita. Lei viene dal Texas, dove non c'è gran che,
ed è arrivata qui nella grande mela un pò come me, un pò come Alice in wonderland.
Ci prendiamo un caffè in un bar dove va sempre lei e poi mi fa vedere la sua stanza laboratorio. Il tempo di stare un pò e poi andiamo all'aperitivo del NEW MESEUM
dove c'è l'inaugurazione di una mostra-evento dal titolo
YOUNGER THAN JESUS.
http://www.moma.org/
Ci sono tutti artisti al di sotto dei 33 anni.
Cinque piani di esposizione:
video;
pittura;
installazioni;
performance.
E all'ultimo piano una vista mozzafiato, grattacieli, tetti e
volendo si poteva sbirciare anche nelle case.
NO WORDS, ACTIONS
questo uno degli slogans della mostra.
E così senza troppe parole, ma abbracciandoci ci salutiamo
e dopo questa lunga giornata prendo la solita metro
che ci mette un pò più del solto ad arrivare e l'agitazione sale.
Non so cosa sia precisamente, ma questo stato mi accompagna fino al mattino seguente
e così decido di organizzarmi con Suzy per andare a vedere il MOMA.
http://www.moma.org/
"Magari la contemporaneità più classica di junger than jesus mi rilassa".
penso tra me e me.
Grazie a Suzy posso entrare free così giriamo un pò insieme,
ma lei poi torna a lavoro. Praticamente al MOMA è racchiusa tutta la storia dell'arte contemporanea dall'Impressionismo a minimalismo, alla pop art and so on.
Il MoMa è il libro che si è sempre studiato per capire qualcosa della storia dell'arte contemporanea. Ma il bello del museo è anche il fuori,
dalle vetrate si vedono i grattacieli,
e più si sale, fino al sesto piano e più le cose cambiano come è ovvio!
Resto colpita quando vedo il quadro di Picasso, les damoiselles d'Avignon, è stato come quando al Reina Sofia di Madrid vidi Guernica.
Non so, ma ci sono dei quadri, che sarà perché ci fanno il lavaggio del cervello,
sarà perché comunque davvero sono stati importanti nello svilluppo della storia dell'arte,
insomma ci sono dei quadri che colpiscono davvero.
Così è stato anche vedere la famosa serie della zuppa Campbel di Andy Warhol.
32 quadri che rappresentano i trentadue tipi diversi della zuppa Campbell,
dimensione 30 x 42, serigrafia e acrilico su tela.
Un bell'effetto.
Al MoMa c'è davvero di tutto c'è anche la mostra di Kippenberg che nell'ultima sala
ricostruisce una scena del romanzo di Kafka Amerika,
creando uno spazio che ricorda Dogville di Lars von Trie,
ma lo spazio di Kippenberg è più pieno
ci sono oggetti, tanti, ma ordinati, tavoli, sedie,
bocche parlanti dentro barattoli.
Mi siedo su quelle panche che ci sono nei campi da busket
e penso porprio che un piccione in questa scena
non ci starebbe poi male.


